“Bruciate servi di satana e ringraziate che questo mondo è pieno di schiavi rincoglioniti perchè solo in queste lande è concesso campare sulla stupidità della gente.”

Nascono come funghi, si riproducono come conigli, molto spesso scrivono libri e hanno dietro almeno un editore; alcuni di loro si spingono sino a vendere cimeli ed affini sulle loro pagine ricche di spirito. Si definiscono Operatori di Luce, usano belle parole ed ovviamente la loro missione è aiutare il prossimo, nei loro libri scrivono di crescita spirituale, di amore, di aiuto al prossimo. Ovviamente aiutarvi è la loro missione, lo scopo della loro vita, traboccano di belle parole e buoni propositi; il tutto per chiedervi 70 euro per un ora su skipe, 150 euro per un tema natale, soldi per partecipare ai loro comizi, soldi per andare il week end con loro a raddrizzare banane col culo. Diffidate di chi vi chiede denaro e nel contempo parla di spiritualità.

246
” La croce ch’è sul Golgota, se non si erige in te pure,
non ti potrà disciogliere dalle potenze oscure.”
Silesio

Per cause maggiori oggi mi sento in dovere di parlare della preghiera, nonchè di quella pratica che accomuna tutte le religioni. Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero. Ieri sera prima di coricarmi mi è capitato in mano il Vangelo di quando andavo alle elementari, non a caso per colpa del medesimo mi ritrovo qui a digitare davanti al computer. Ho letto giusto alcune pagine per fermarmi ad un passo che ha completamente catturato ogni mia attenzione, al quale non mi sento di aggiungere altro; parlo di Matteo capitolo 6, versetti 5 – 6 – 7 – 8. La preghiera appunto.

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi non sprecare parole come i pagani, i quali credono di venir ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.

Per concludere questa piccola riflessione utilizzerò uno stralcio dal libro Il custode grigio dalle cronache di Aish Jadar.

27 Gennaio 2314
Mio caro diario mi riesce difficile esternare la felicità che mi porta il riaverti tra le mie mani.
Questo breve periodo di isolamento mi ha aiutato a comprendere definitivamente cos’è il vero perdono. Grazie a questa acquisizione sono giunto finalmente a comprendere l’ultima parte dell’ Alkeast, la preghiera. Mentre ero sulle montagne, una notte Luxor si è messo ad ululare alla luna, in posizione eretta verticalizzava la propia energia, pregava, quasi in uno stato di ipnosi. Tutto mi parve chiaro, fu il classico fulmine a ciel sereno, subito collegai le dottrine immanentiste della Dama Bianca, la preghiera è l’ intima chiave di tutto. La più grande disperazione che possa travolgere un uomo dei miei tempi, è quella di ritrovarsi a pensare che vivere rettamente sia inutile, mi pare così strano che la precarietà di questa esistenza illusoria mi abbia aperto gli occhi del cuore sulla preghiera solo adesso, forse pregare è come bussare alla porta del cuore, incontrare il Divino, incontrarlo davvero, senza intermediazioni. Accedere dunque ad uno stato di potenza e non di potere. Pregare è semplicemente aprire il proprio cuore, favole e canzoni lo suggeriscono in ogni epoca, ma riuscire in quest’ opera per me non è stato per nulla facile.

lux

LUX IL BAGIGIO MISTICO

Molti anni orsono vi fù una stupida guerra,
per stupidi motivi come gli uomini solgono fare.
Molti corpi giacciono come fiori dimenticati in serra,
tra menti appassite vè ancora un uomo che sogna il mare.

Con la schiena appoggiata ad una grande quercia, giace lo stanco guerriero,
è ferito e prova dolore per i suoi simili che hanno qui trovato la morte.
Soffia un timido vento ed il velo si squarcia, dalla luce nasce il cucciolo del mistero,
con le orecchie a punta e il pelo irto e nero una striscetta bianca sfida la sorte.

Dimmi guerriero dove son i tuoi genitori? Ulula il lupo.
L’uomo guarda la terra lorda di sangue, poi alza lo sguardo al cielo cupo.
Ho fatto del cielo e della terra i miei genitori risponde il guerriero,
Bravo ! Bravo ! Ulula saltando il lupo nero.

E la tua casa dov’è? Chiede il cucciolo di lupo inclinando il dolce musetto,
l’uomo guarda le propie mani e pensa al tempo passato ed al suo effetto.
Io sono consapevole e questa è la mia casa risponde il guerriero,
Bene ! Bene ! Ulula saltando il lupo nero.

Il lupo scondinzola, si chiama Lux e può concedere poteri divini ad un cuore puro,
il guarriero sà di non aver davanti uno straniero, eppure sembra un lupo tutto nero!
Orsù dimmi qual’è il potere che brami ed io te lo concederò,
l’uomo astuto pensa bene la sua risposta, si è l’onestà ciò che ti chiederò!

Il cucciolo di lupo gira in cerchio, Bravo ! Bravo guerriero questo è parlare,
oltre al noncurante nemico hai sconfitto anche quell’ ego maledetto.
Il guerriero si alza in piedi, grazie Lux ora è tempo ti tornare al mare,
non dimenticherò mai le tue buffe orecchie a punta e quel dolce musetto.

Alfredo Giorgio Parisi

I molti sono adorabili,
L’ uno lo è per i molti.

Saturno è un Sole ancorato,
Il Sole è un Saturno dinamico.

Tu sei il Sole che illumina,
Io sono il Sole che scalda.

Lo spazio è infinito,
Il mio Amore per te,
E’ incondizionato.

Alfredo Giorgio Parisi – VeremarØ –

Un uomo rachitico seminudo, seduto sulle ginocchia recitava una litania pregna di dolore, strofinando spasmodicamente delle pietruzze fra le mani.
Dal suo copricapo ricavato da un cranio di cervo, boccoli di capelli scuri scendevano disegualmente fin le spalle. Il mago lo raggiunse, ma il suo lupo lo precedette celebrando allo strano individuo vigorose leccate, interrompendone la di lui trance mistica. L’ uomo aprì la bocca e ne uscì un liquido verdastro, poi guardando il mago e puntandogli il dito esordì.
<<Tu! Conosci il nero ceppo luogo di divinazione, luogo pauroso, nero cammino, nero gioco cui prendon parte i vecchi!>> Sbraitando con occhi accesi, <<Nero sempre in movimento, nero martello risonante, nero luogo che toglie le forze ai grandi sciamani e che dei cattivi prende la testa.>> Salivando copiosamente a destra e a manca, <<Tu hai visto! Verde vallata creata dal verde, piccolo campo con giovani boschetti, vallata verde, verdeggiante!>> Concluse quasi strozzandosi.
Il mago aprofittò della pausa forzata per intervenire.
<<Calmati fratello, tutto questo fervore non ti giova.>>
Non ebbe tempo di fare altre riflessioni che il mistico riprese a vaneggiare ancor con più grinta e fervore di prima.
<<Nera sabbia, neri dirupi nere rane brulicanti! Tu ci sei stato! Tu hai visto! Polveroso ribollente lago nero, inferno gorgogliante!>>
Alzandosi cominciò a cantare a squarciagola, <<Nero fiume agitato, nero mare vorticoso, pallidi mostri divoratori, tu ci sei stato ed hai fatto ritorno.>> Quasi ululando, che perfino il lupo del mago ormai correva agitato quà e là non capendo cosa stesse accadendo, lo sciamano continuò la sua personale cerimonia gettandosi ora in ginocchio.
<<Risplendano i tuoi occhi stellati! Tu sei saggio come il libro della saggezza, riposati presso il tuo ombroso albero sciamanico.>> E così dicendo, ripresosi un pò e sopraggiunto un leggero contegno, invitò il suo nuovo ospite a sedersi, offrendoli un pò di vino mielato. Il mago fece per aprire bocca ma lo sciamano lo zittì infilandovi con un dito un blocco di resina, indefinito e verdastro.
<<Sei stato negli inferi, sei fortunato ad avermi incontrato, io ti purificherò affinchè gli angeli possano tornare a parlarti.>> Disse con voce sorda lo sciamano cominciando a muovere ritmicalmente la testa, ponendo il suo sguardo ai mondi superiori.
<<A me orbo date gli occhi! A me sordo fate dono dell’ udito!>> Urlava lo sciamano, poi di colpo cadde in silenzio, come ad ascoltare un qualcosa che solo lui poteva sentire, riprese con foga dando pedate e dimenandosi come un ossesso, <<Orsù, sollevati, mostrati fino alla sottile cintura!>>
Di colpo il mago fu scosso da tremori e si accasciò colpito da forti conati di vomito, <<Se tu mi conosci vattene! Non ostacolarmi!>> A quelle parole uscì dalla bocca del mago una nefasta creatura con ali da pipistrello e un sol occhio al centro del peloso corpo sferico, il mago svenne quasi immediatamente.
La materia divenne colore ed il suo corpo di luce abbandonò quello fatto di carne, tutto si perse nell’ etere, viaggiando come fosse trasportato dal vento, in balia dei flutti si trovò a vagare per lande primordiali. Galleggiando tra arbusti e scogli rocciosi, come una nebbia che tutto attraversa, vide un opossum che scrutava attento l’ orizzonte. Avvicinandosi al marsupiale il mago tentò di attraversarlo ma si ritrovò prigioniero dentro ad un corpicino dalle zampette pensili, percepì la presenza di un altro essere, si fece fondamento nel suo pensiero l’ eventualità di aver arbitrariamente preso possesso di quel corpo e di doverlo ora coabitare, per poco non scivolò dal ramo.
Il mago finalmente trovò l’equilibrio necessario per domarsi e dominare. Si fermò sulle rive di un lago, avvicinandosi e specchiandosi sulle cristalline acque vide il suo musetto biancastro, il nasino umidiccio, distolse un attimo lo sguardo ponendolo sulle sue unghie artigliate.
All’ improvviso le acque si oscurarono al calare di un ombra nera. Il mago opossum sgranò gli occhietti vedendo riflessa nell’ acqua la figura di una grossa pantera, non ebbe tempo di far nulla che una pesante zampa piombò immobilizzandolo, spaventato l’animaletto comiciò a graffiare tutt’ attorno quando come un fulmine a ciel sereno nella sua mente entrò una voce.
Quando riaprì gli occhi si ritrovò disteso su delle pelli puzzolenti e con un acre sapore in bocca, il tutto condito da un leggero senso di giramento, a pochi metri il suo lupo correva saltellando con un serpente fra le fauci, lo sciamano subito dietro lo rincorreva imprecando. Ormai era giunto il giorno, una temeraria brezzolina trasportava dolci fragranze fluoreali, per un momento il mago credette di trovarsi ancora in un mondo fantastico ove tutto è possibile.
Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia, perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta dicevano i vecchi maestri, il mago si alzò in piedi riempiendo i polmoni di linfa mattutina pronto ad una nuova giornata sulla terra.

I Benandanti (alla lettera significante “buoni camminatori”) erano gli appartenenti ad un culto pagano-sciamanico contadino basato sulla fertilità della terra diffuso in Friuli attorno al XVI – XVII secolo.

Self

Autopubblicarsi non è mai stato così facile

Testo integrale scritto per la rubrica Narcissus Stories

Sapevo che prima o poi sarebbe successo, daltronde potevo esimermi dal raccontare la mia avventura? Probabilmente anche sì. Sono un tipo taciturno e solitario, amo il silenzio e ne traggo grande insegnamento, purtroppo quando decido di esprimermi ne scaturisce sempre un mare in tempesta, una cozzaglia di idee e concetti spigolosi sommerge tutto come uno tzunami.

A breve capirete cosa intendo.

Bene cominciamo!

Quand’ero alle elementari… hihihihi stavo scherzando, la prenderò un pò alla larga ma non così tanto. Diciamo che tre anni fà ho finito di pagare i miei debiti materiali, da quel momento ho avuto due scelte:

1) Continuare a dedicare la mia vita a spaccarmi la schena per mantenere un tenore di vita avvilente ed illusorio
2) Mandare tutti e tutto a quel paese e scappare il più lontano possibile da una società che ormai non mi appartiene, o molto probabilmente mi è sempre andata stretta solo che non avevo le forze per ribellarmici

Ovviamente ho scelto la seconda. Dopo quasi un anno trascorso sulle montagne friulane insieme al mio compagno animale sono tornato alla civiltà, cresciuto spiritualmente ma senza nemmeno i soldi per piangere. Con me al mio ritorno avevo solo una storia che avevo scritto nei momenti di ispirazione, io che è già un miracolo se ho preso la terza media. Avevo due scelte + una bonus:

1) Pagare un editore per pubblicarmi e distribuirmi
2)Autopubblicarmi spendendo una barca di soldi che non avevo
3)Offerta Bonus, tornare schiavo a lavorare sotto padrone in attesa di tempi migliori o della prossima reincarnazione

Se  Narciso non si fosse palesato dinnanzi a me sarebbe stato difficile scegliere. In mezzo a tanti Demoni meglio allearsi con un riflesso di Dio, molto meno illusorio degli oscuri gestori del bisiness del libro. La decisione era presa, i soldi son carta straccia per chi scrive col cuore, la cosa importante era rendere accassibile la mia opera a tutti coloro destinati a leggerla. Siamo nelle mani di Dio e ciò che accade è sempre per il nostro meglio.
L’ universo tende sempre a darci ciò di cui abbiamo bisogno, ed è così che ho conosciuto Jakko, colui che ha dato un volto al mio pensiero, un volto veritiero, empatia, una cosa bellissima. Ora avevo una copertina, Narcissus ed il mio testo, la piramide era completa. Pubblicato il libro in due giorni era già disponibile ovunque.

Vi hanno mai raccontato la storia di Luca Fadda?

Tranquilli ci sono quà io, un autore self-published pubblica su Amazon un ebook gratuito e in pochi giorni raggiunge la vetta della classifica dei più scaricati, come avrà fatto !!! L’ebook è composto da 345 pagine bianche, la descrizione è la seguente:
Un’opera unica nel suo genere: 345 pagine di NULLA.
L’ autore comincia a promuovere l’ebook sul suo blog. Poi con l’aiuto di alcuni amici chiede di recensire positivamente il libro proprio su Amazon.it, il gioco è fatto. Con una ventina di download, il titolo entra dapprima nella classifica dei 100 ebook gratuiti più scaricati, quindi grazie alla recensioni, tutte ovviamente positive, sale fino ad entrare nella top20. I clienti visitano la pagina degli ebook gratis, vedono che c’è questo libro sconosciuto ma con un giudizio complessivo degli utenti positivo, e quindi lo scaricano. I download aumentano e l’algoritmo in base al quale vengono presentati con maggior o minor evidenza i prodotti, viene ingannato. Così Il nulla si arrampica fino alla prima posizione del hit parade, davanti al Pinocchio di Collodi e la Divina Commedia di Dante Alighieri. Sono 250 le persone che hanno scaricato “il nulla”. Una sola si lamenta:

Ironicamente non serve a NULLA. Se è fatto apposta è di cattivo gusto. Comunque qualcosa non funziona…

Questo è uno dei commenti dell’autore:
Il self-publishing è un’ottima cosa, o meglio lo sarebbe se non ci fosse tanta schifezza pubblicata con questo sistema. Cercate di leggere, di documentarvi, di creare storie o stili. Non serve il resto, non serve. State facendo il gioco dei self publisher, lavorando per i loro interessi. Mentre gli interessi da curare sarebbero i vostri e quelli dei vostri lettori. Rispetto, perché i vostri “lavori” li fate pagare. Far pagare il mio “nulla” sarebbe truffa. Credo che anche far pagare un testo sgrammaticato, scialbo, finto o scopiazzato sarebbe una piccola truffa.

La mia morale è altrettanto semplice, Narcissus è uno strumento e come tale può essere usato bene o male, pensate alla qualità del vostro prodotto e non alle vendite. Questo può far seriamente riflettere in merito alle strade infinite del marketing, al valore della pubblicità e del passaparola. Quanto di ciò che compriamo ha valore di per sé?
E quanto di buono può esserci, in fatto di libri, che non arriva da nessuna parte senza la giusta promozione?

Sono entrato nel mondo della promozione editoriale in punta di piedi, ho visto cose molto belle ma come al solito ho visto anche i soliti sciacalli. NON PAGATE PER AVERE RECENSIONI, snobbate i lecca culo pronti ad adularvi in cambio di denaro, valgono meno dello sterco sotto gli zoccoli del mio cavallo!

Prima della conclusione volevo trattare ancora un argomento, i concorsi letterali. Molto probabilmente quando vedrete il vostro grafico vendite a zero sarete tentati di spendere le vostre ultime monetine in inutili concorsi strutturati magistralmente per fare profitti, non il vostro ovviamente.

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

Ci sono molti concorsi famosi per esordienti che richiedono anche un bel centone per partecipare, quei soldi piuttosto spendeteli per l’editing del vostro libro. Per non parlare delle percentuali, del diritto di usufruire della vostra opera a piacimento ecc, ovviamente tutti si definiranno associazioni NO PROFIT. Non date soldi a questa gente, non fatevi spennare come polli, credete in quello che fate e metteteci amore, ricordatevi cosa hanno fatto a Salgari, scrivere non deve essere un lavoro ma una prassi dell’anima, perdonate il mio modo di esporre, ma quando penso a certe cose Marte si fà sentire, sopratutto a queste ore, e mi sale la ghianda, mi pulsa il sangue alla testa e non riesco a fare a meno di attaccare le basi di un sistema che mi sembra antiquato e menzoniero.

REGOLA NUMERO 1 NON FIDATEVI DI CHI VI CHIEDE SOLDI

Ok mi son svuotato, torniamo a noi.

Cosa penso di Narcissus?

Secondo me sono persone che hanno saputo immaginare un mondo diverso, e per questo meritano rispetto e stima. Hanno dato la possibilità a perfetti sconosciuti di lasciare una traccia del propio passaggio, dal calderone il tempo stesso eleggerà i grandi uomini di questi tempi caotici. Se mi chiedete cosa gli manca, vi risponderei che mi piacerebbe vedere in un prossimo futuro un archivio interno, con tutti i libri pubblicati con Narcissus divisi per genere in rigoroso ordine alfabetico, una piramide di tavolette d’argilla ove il cercatore possa sbizzarrirsi alla ricerca di uomini e donne liberamente mossi dalla passione per una delle più grandi magie che ci viene concessa, la scrittura appunto. Spero di avervi allietato la giornata, un grazie a Narcissus, come si suol dire se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Lunga vita e prosperità
Alfredo Giorgio Parisi

mercurio alato

Ora che mi accingo a scrivere queste righe comincio a pensare che parlare del propio Angelo custode equivalga a parlare di se stessi, anche se questo potrebbe far pensare ad una semplice forzatura, ma vi assicuro che centra molto col concetto di anima. Credo doveroso fare una piccola premessa, non da maestro ma da ultimo fra gli uomini, tra i 72 nomi di Dio del Tetragrammaton vè nè è uno a me molto caro, ed è quello di Reahel. Egli traccia la mia evoluzione nel bene e nel male, egli è il mio Custode ed il mio Diavolo, nella nostra vita possiamo evolverci in esseri divini, oppure possiamo cedere alla grande illusione ed alimentare le forze che ci dividono. Ciascuno di noi è prezioso per il Signore, se Egli non ci avrebbe pensato oggi noi non esisteremmo. Comunque sia anche se il soffio originale è unico in questo breve scritto voglio affrontare la sfaccettatura dalla quale provengo, dalla quale attingo energia ed ispirazione, il tutto tentando di rimettere la bilancia in equilibrio.
Reahel è l’angelo che insieme alle propie legioni ha aperto il sentiero da cui cade nell’abisso tutto ciò che non è conforme al pensiero Divino. Egli è in grado di guarire le sofferenze del corpo e dell’anima trasformando il male in bene, la lezione che mi ha impartito è stata molto dura, ma come vedremo più avanti non è stata tutta opera sua. Visto l’esiguo spazio incui debbo trattare questi temi semplificherò in “toccare il fondo per rialzarsi.”
Un altro dono di quest’Angelo è il rispetto e la franchezza. Per colpa di quest’ultima virtù a entrambi molto cara, l’età della carne sarà molto turbolenta per tutti coloro influenzati da Reahel.
Il mio Angelo Custode molte volte ha tentato di entrare in comunicazione con me, fortunatamente grazie alla preghiera ed al vero perdono ho perdonato persino me stesso per averli voltato le spalle così a lungo. Quando finalmente sono stato pronto ad accoglierlo nel mio cuore è stato un momento che nessuna parola può ancora descrivere, se tutti i vostri preconcetti cadessero insieme, nello stesso momento cosa vedreste?
La vostra vera essenza, e dopo aver compreso chi siamo sapremo anche dove andare, questa credo sia quella che si chiama conversazione col propio angelo custode, se vi aspettate che tale processo parta dalla vostra mente vi sbagliate, è nel cuore, è dentro voi stessi che dovete cercare il vostro angelo. Molti affermano che i giorni di Reahel sono molto pericolosi e quindi sconsigliati per nascere, mi sento in dovere di rendere nota la mia opposizione a questo pensiero, affermando che chi cammina a fianco di quest’Angelo di sua scelta ha deciso di combattere contro la corrente, è un suo preciso dovere ritornare verso la luce da cui proviene, mettendo a rischio anche la propia evoluzione. Per i miei fratelli che condividono questo arduo cammino dico, l’ oscurità è un bene necessario per riconoscere la luce, noi siamo il diamante allo stato grezzo, gli ostacoli che ci opprimono sono oppurtunità, quando emergerà la nostra vera forza ogni paura sarà dissipata.

INVOCAZIONE AI SEI ANGELI DELLA BILANCIA

Ricordatevi di me, Angeli dell’Aria,
giacché ho bisogno della vostra aerea Saggezza
per sviluppare i pensieri che illumineranno la mia mente.

In virtù infatti della vostra Luce potrò avanzare spiritualmente,
prosperare materialmente, pervenire correttamente alle mie mete,
al mio dovere di acquisire coscienza umana.
Elemento unico e non rinnovabile della Creazione Divina.

Accordatemi i vostri doni e le vostre grazie,
il vostro benefico ausilio,
ed io con la mia azione  recherò Testimonianza di ciò che Voi fate per me.

Amen

Mi sono sempre chiesto il perchè della mia severità di giudizio, del mio terribile occhio critico, e degli stati di collera che mi pervadono ove vedo un ingiustizia o semplice mancanza di rispetto ed educazione. Facciamo un passo indietro, l’ Angelo Reahel appartiene al coro degli angeli podestà guidato dal severo Camael, la potenza della giustizia e della grazia, la forza e la determinazione, un essenza Marziale. E’ grazie a questo nobile arcangelo che ho capito la severa verità evolutiva, i nostri successi sono direttamente proporzionali al nostro sforzo sostenuto, la conoscenza del mondo non ci giunge come illuminazione ma tramite l’esperienza del suo funzionamento. Non mi dilungo oltre modo, le severe lezioni son quelle che non si dimenticano, comprendendo queste dinamiche si scopre l’assenza della paura e del male, ma su questo concetto non mi sento di andare oltre. Parliamo ora di Haniel, potenza dell’amore e della belezza, capo del coro degli Angeli principati domina le costellazioni del Toro e della Bilancia. Grazie a codesto Arcangelo percepisco e sono attratto dalla materia, dopo mere conquiste materiali è colui che stimola in noi la così detta “sete di sapere.” Quando hai posseduto molto, e desiderato tutto, finalmente dentro di noi si insinua il germe della comprensione, il diverso sarà costretto ad unirsi, creando un ponte tra creatura e creatore.
Voglio concludere questo breve scritto menzionando l’ultimo Arcangelo a me vicino, Raziel, potenza dell’amore e del sapere a capo degli Angeli cherubini. Egli per quanto mi riguarda rappresenta il piacere di cercare e conoscere Dio, da quando l’amore è tornato nel mio cuore Raziel è tornato ad unire quel ponte verso l’apice della gerarchia angelica, ove il capo degli Angeli siede vicino al trono venendo scambiato dagli stolti per il creatore stesso.
E’ grazie a Raziel che la verità, e la volontà invisibile diventa comprensibile per gli uomini, molto probabilmente mentre Reahel mi difendeva da me stesso è stato propio Raziel, nel momento più buio e sofferente, a prendermi per mano e condurmi verso la luce squarciando quel velo su cui tanto mi ero accanito così goffamente. Intuizzione e volontà, non sono doni magnifici? Finalmente in armonia possiamo mettere in sieme gli ultimi pezzi del puzzle intravedendo la destinazione finale.
Così l’uomo sveglio, coscente, ora può constatare il diffondersi di una nuova consapevolezza spirituale.
Mi sento in dovere di enunciare che questo è il momento di scegliere, è il momento incui a ciascuno verrà dato ciò che ha chiesto, chi vorrà progredire nello spiritò verrà accontentato, chi vorrà sprofondare nella materia verrà accontentato a sua volta. Probabilmente non riusciremo a godere dell’amore universale in questa vita, ma a furia di inseguire Demoni e autoflaggellarci forse sì, giungeremo ad una civiltà solare, impareremo a curare lo spirito ed il corpo nel medesimo modo, e cioè efficacemente. Impareremo a vedere negli altri e nelle cose, molti avranno paura di perdere un identità che non hanno mai avuto, il nostro ego sarà sempre un avversario temibile, ma è necessario distruggerlo con le pratiche tramandate nei testi sacri delle così dette “religioni”. Bisogna distruggere l’amore corrotto, l’egoismo e tutto ciò che può sostituirsi alla voce del nostro Angelo Custode.
Finchè non capirete chi siete e perchè siete qui il signore degli inganni sarà sempre pronto a distogliervi dalla retta via, fate della volontà di essere persone migliori la vostra armatura, non disdegnate il dolore e la sofferenza, nulla in questo mondo e nell’altro avviene per caso.
Vi auguro ogni bene, ho voluto farvi intravedere la via del Mercurio, ho voluto parlarvi degli Angeli a me vicini, ma ricordate, ognuno di noi segue la propia via, gli ostacoli sono gli stessi che ci siamo programmati in passato, i desideri sono il metallo che fucina le nostre catene, gli Angeli sono stati uomini un tempo, e noi siamo pronti ad essere la futura stirpe celeste?

Lunga vita e prosperità.
Alfredo Giorgio Parisi

inv

Il colore della primavera è nei fiori; il colore dell’inverno è nella fantasia.
Terri guillemets

Il mago sedeva su un grosso masso scrutando l’orizzonte, al suo fianco un gatto grande qunto un bambino di dieci anni, in posizione eretta guardava i primi fiocchi di neve scendere dal cielo.
«Sai che giorno è oggi?» Chiese il mago.
«Oggi è il giorno della zuppa di pinne di pescecane miao!»Rispose il gattone avvolto in una pesante tunica verdastra, un grazioso elmetto e delle spallucce in rame ossidato rendevano ancor più buffo lo strano animaletto.
«No mio piccolo amico, oggi è il solstizio d’inverno.» Puntualizzò il mago.
Il gattone si grattò dietro alle orecchie liberandosi dalla neve lì posatasi appena un attimo prima. Il mago protese una mano raccogliendovi al suo interno alcuni fiocchi di neve e mentre i suoi occhi si raddolcivano disse:
«Lo sai Miao che tutti questi fiocchi sono gli uni diversi dagli altri, nessun cristallo è uguale all’altro.»
Il gattone fece una buffa smorfia.
«E perchè sono bianchi?» Chiese Miao visibilmente intressato alla discussione.
«Al nostro occhio la neve appare bianca, anche se è composta da cristallini di ghiaccio trasparenti come l’acqua. Essa appare così perché ogni raggio di luce che attraversa un cristallo di neve viene leggermente riflesso. Da cristallo in cristallo continua ad esser riflessa e deviata fino a riemergere in una direzione casuale così il raggio che perviene all’occhio è una somma di tutta la luce che è emessa in quella direzione, ed è composta dalla moltitudine di tutti i colori dello spettro, dato che i cristallini di ghiaccio non assorbono alcun colore. Ai nostri occhi arrivano così tutti i colori di partenza, e di conseguenza percepiamo il colore bianco che ne è la somma.» Concluse il mago un pò affaticato.
Passarono le ore, la neve caduta incessantemente ricopriva ormai ogni cosa, compresi il mago ed il gatto. Il ragazzo dai lunghi capelli scosse il proprio mantello liberandolo dal peso della neve, il gattone di contro starnutì sonoramente. Il mago si guardò attorno, tutto era perfetto, divino.
Un puro silenzio scese sulla valle innevata, la quinta essenza, il cuore stesso della terra sembrava fare appoggio ad un celestiale disegno.
«Ora che tutto è perfetto è ora di richiamare il Signore dell’inverno dalle profondità ove dimora.» Così dicendo il mago disegnò un sigillo nella neve col propio dito, dopodichè recitò arcane parole.
Un gelido vento si generò all’interno del cerchio magico, poi il vortice divenne liquido, infine assunse la concretezza della materia. Un possente uomo dalla folta barba scrutava indispettito il giovane mago ed il suo aiutante.
«Come osi mortale scomodare un signore della mia risma.» Proruppe la voce del Signore dell’inverno.
Il mago cadde in ginocchio, poi con voce ferma disse:
«Perdonami mio signore, ti ho chiamato qui per ringraziarti dei tuoi insegnamenti, per contemplare la tua grandezza, per amare la tua essenza divina.» Il Signore dell’inverno sorrise.
«Le tue parole raddolcirebbero anche Marte, giacchè mi hai scomodato sediamoci attorno ad un fuoco prima che il tuo servitore muoia congelato.» Così dicendo i tre abbandonarono il manto invernale dirigendosi alla locanda cittadina, in cerca dell’equinozio di primavera per ricominciare una nuova vita.

Dalla raccolta Antologica “Br…Che Inverno!” della collana “Les Cahiers du Troskij Café” pubblicata dalla Montegrappa Edizioni e presentata a Roma in data 14/02/2015.